Orto rialzato: informazioni generali

Tutto sull’orto rialzato per il terrazzo o il balcone

Di moda sui terrazzi e balconi di città, rappresenta la metodologia più immediata per coltivare un piccolo orto personale.

L’orto rialzato ha davvero numerosi vantaggi. Scopriamoli insieme.

 

Un pò di storia

Potrebbe sembrare che l’orto rialzato sia un’invenzione recente.

In realtà ha antichissime origini medioevali che risalgono ai monasteri italiani francesi e tedeschi dove questa tipologia di orto era intimamente connessa al giardino.

Potrebbe anche sembrare che la sua principale finalità sia quella di agevolare le lavorazioni sollevando il piano di campagna per smentire il famoso detto “la terra è bassa”.

I monaci, invece, decisero di adottare questa tecnica per conservare il calore in modo da prolungare la stagione di crescita di frutta e verdura.

A quei tempi si utilizzavano prodotti come lo stallatico fresco che, all’interno del cassone, fermentava migliorando il microclima locale.

Oggi questo scopo è passato certamente in secondo piano e, anzi, non si utilizzano più prodotti organici freschi per la concimazione dell’orto.

Tutti i vantaggi dell’orto rialzato

Ma è indubbio che questa soluzione è ottima per agevolare la coltivazione anche ai giorni nostri in quanto favorisce il controllo delle infestanti e riduce la possibilità che i patogeni aggrediscano le colture.

Inoltre, coltivare in cassone, anche sul terrazzo, permette un più agevole controllo delle rotazioni con i conseguenti vantaggi agronomici e produttivi.

A questo proposito un altro vantaggio è il fatto che una coltivazione in contenitore consente di miscelare il substrato di coltura ottimale e, all’occorrenza, di sostituire quello esausto.

Come sono fatti i cassoni per l’orto rialzato

Un tempo questi cassoni erano realizzati con rami di salice intrecciato, successivamente si è passato al legno e, in tempi moderni, a materiali più contemporanei.

Per esempio, vi sono contenitori in tela che si aprono grazie alla tensione provocata dalla presenza del terriccio.

In certi contesti potrebbe essere interessante costruire contenitori in mattoni (ricordiamoci che le pietre porose tenderanno a perdere il calore molto più in fretta e, quindi, a ridurre la lunghezza della stagione vegetativa).

Anche l’uso di pallet industriali, oggi in voga, è interessante soprattutto perché questi oggetti possono essere collocati sia in orizzontale che in verticale.

Tuttavia, si tratta di un materiale di recupero non progettato per questo scopo e che quindi non ottimizza lo spazio a disposizione.

Proprio questo aspetto è infatti una delle determinanti degli orti rialzati contemporanei: a differenza dei monasteri medievali lo spazio disponibile è davvero limitato e, pertanto, deve essere sfruttato al meglio.

Ben vengano quindi i contenitori in materiale plastico purché di buona fattura, resistente alle intemperie e, soprattutto, ai raggi ultravioletti che tendono a “cuocere” i vasi di bassa qualità.

Una volta scelto il vaso che meglio si adatta al contesto del nostro terrazzo sarà davvero semplice realizzare un impianto di irrigazione automatica capace di ridurre ulteriormente le fatiche della coltivazione.

Perché un orto facile da curare sarà sicuramente un orto bello da vedere.

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