Pergolato – Edilizia libera

La costruzione di un pergolato non crea ombre solo in terrazzo o in giardino, ma anche nell’attività di rilascio dei titoli edilizi o nei compiti sanzionatori in capo a una Pubblica Amministrazione.

Si tratta di un intervento di edilizia libera o necessita il permesso di costruire?

A chiarire il quadro ci pensa il Consiglio di Stato con la sentenza n. 7593/2021.

 

Costruzione pergolato e permesso di costruire: il parere del Consiglio di Stato

Nel caso in esame, un’Amministrazione Comunale aveva emesso un’ordinanza di demolizione di opere abusive ex art. 31 del D.P.R. n. 380/2001, con successiva acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle aree interessate all’abuso per alcuni lavori realizzati in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Tra gli abusi contestati, anche l’apposizione di onduline in plastica sopra un pergolato in ferro.

Secondo i ricorrenti, l’opera era qualificabile come intervento di manutenzione ordinaria rientrante nell’ambito dell’attività edilizia libera o, al più, come intervento di manutenzione straordinaria, per cui eventualmente da sottoporre a sanzione pecuniaria.

Il Consiglio ha prima di tutto ricordato che l’orientamento generale della giurisprudenza prevede una considerazione globale e non atomistica di eventuali, diversi abusi edilizi, ma che nel caso in esame. trattandosi di una pluralità di interventi realizzativi di manufatti autonomi, di diversa consistenza ed entità, vanno valutati singolarmente.

Nello specifico, il pergolato rappresenta un’opera modesta rispetto agli abusi contestati e quindi sarebbe penalizzante aggregarla alle altre.

 

Cos’è il pergolato

Come ben specificato anche in altre sentenze amministrative, il pergolato è una struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze, costituita da un’impalcatura formata da montanti verticali ed elementi orizzontali che li connettono ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone; di norma quindi, come struttura aperta su tre lati e nella parte superiore, non richiede alcun titolo edilizio.

Il Consiglio ha quindi ricordato la distinzione tra interventi di ristrutturazione edilizia, interventi di manutenzione ordinaria e manutenzione straordinaria.

Ai sensi dell’art. 3, del d.P.R. n. 380/2001 sono interventi di ristrutturazione edilizia, “gli interventi rivolti a trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente.

Tali interventi comprendono il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti”.

Sono, invece, interventi di manutenzione ordinaria, quelli “che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti”

Infine sono  interventi di manutenzione straordinaria “le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino la volumetria complessiva degli edifici e non comportino mutamenti urbanisticamente rilevanti delle destinazioni d’uso implicanti incremento del carico urbanistico”.

Come già rilevato in giurisprudenza, il carattere distintivo che caratterizza l’intervento di ristrutturazione dagli interventi manutentivi “è, dunque, costituito dalla finalità, che è quello della “trasformazione” dell’organismo edilizio, in termini di diversità rispetto al precedente”.

Il pergolato rappresenta un’opera interna o comunque manutentiva, la cui realizzazione non necessita di permesso di costruire: l’apposizione di onduline non comporta la creazione di alcun “organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente” perché non determina aumenti volumetrici e di superfici, né incide sul carico urbanistico.

Il Consiglio di Stato ha quindi accolto il ricorso relativamente all’annullamento dell’ordinanza di demolizione del pergolato, perché si tratta di attività in edilizia libera e non soggetta a permesso di costruire.

 

E’ possibile realizzare un pergolato senza autorizzazione?  Quali permessi servono per costruire un pergolato o un gazebo nella propria proprietà?

Negli ultimi anni i cambiamenti legislativi e i diversi regolamenti locali stanno facendo sorgere diversi dubbi su questa materia che solo in apparenza rappresenta un ostacolo insormontabile.

Anzitutto è necessario differenziare la tipologia di struttura per esterno che si intende adottare.

Che si tratti di un pergolato, di una pergola bioclimatica, di una tenda da sole o di un gazebo le differenze possono essere sostanziali soprattutto in relazione alle dimensioni.

Questi aspetti variabili posso essere determinanti nell’effettiva necessità richiesta di un permesso o di una autorizzazione.

In questo l’ufficio tecnico del comune nel quale verrà installata la struttura potrà fornire tutte le delucidazioni del caso in base al tipo di regolamento comunale stabilito.

In linea di massima, se il comune non ha previsto restrizioni particolare, il Decreto Edilizia Libera è la normativa di riferimento per poter comprendere se la struttura che si intende installare rispetta i vincoli di legge o meno.

 

Pergolato senza autorizzazione: cosa stabilisce la normativa

Secondo il decreto sia i pergolati che le pergole bioclimatiche possono o dovrebbero essere installati senza la richiesta di permessi particolari.

Infatti con l’agevolazione prevista dal decreto legislativo numero 222 del 2016, si possono realizzare senza necessità di autorizzazione le opere edilizie prive di titolo abitativo.

Detto in termini più semplici le tende da sole e pergolati non necessitano (o non dovrebbero necessiatare) di nessun tipo di richiesta di concessione per essere installati.

La condizione necessaria affinché queste strutture possano rientrare nella normativa stabilita dal Decreto Edilizia Libera è che gazebo o pergolati siano realizzati con materiali leggeri e agevolmente amovibili dal suolo se necessario.

Risulta evidente come la pergola bioclimatica rientri a pieno titolo tra queste strutture perché si tratta di una realizzazione ombreggiante e con copertura superiore amovibile.

In buona sostanza per la realizzazione di pergolati non è necessario nessun permesso per costruire perchè questo tipo di struttura rientra a tutti gli effetti nell’attività di edilizia libera perchè non costituisce e non comporta una trasformazione urbanistica del territorio.

Per chi vive in condominio, il regolamento, in alcuni casi, può prevedere che per l’installazione di gazebo e pergolati, sia necessario sottoporre la questione in assemblea condominiale e richiedere l’esplicita autorizzazione per applicare questo tipo di struttura, evitando così fastidi e incomprensioni con il vicinato.

L’introduzione del Decreto Edilizia Libera comporta un’importante novità per cittadini ma anche per coloro che come noi si occupano della progettazione e realizzazione di questo tipo di strutture che, pur non impattando sull’ambiente circostante, sono in grado di cambiarne la destinazione di utilizzo rendendo gli scenari esterni più vivibili nelle diverse condizioni climatiche e nelle diverse stagioni.

 

Cosa prevede la normativa

Edilizia libera per le opere di giardino anche se realizzate in muratura: panchine, barbecue, piccoli gazebo, pergolati e pergotende “liberalizzati”.

Sugli arredi da giardino c’è sempre stata ampia giurisprudenza volta a stabilire quando è necessario il permesso di costruire o quando invece si tratti di «edilizia libera» per la quale non è necessaria l’autorizzazione del Comune.

La linea di confine è sempre stata considerata la precarietà dell’opera e la non definitività della stessa, oltre che le dimensioni: in buona sostanza non contano tanto i materiali di cui è composto il manufatto quanto piuttosto la circostanza che esso possa servire solo per un periodo di tempo ridotto e sia, quindi, facilmente asportabile.

L’esempio tradizionale è quello del gazebo: non è necessario il permesso quando la sua installazione è limitata a un singolo evento (un matrimonio, uno stand, una fiera, ecc.), mentre invece è obbligatorio nel momento in cui si intende realizzare uno spazio vivibile ed abitabile in modo perenne.

In tal caso non rileva il fatto che si tratti di un’opera di plastica e facilmente rimovibile.

Oggi però le cose possono cambiare.

Difatti un decreto ministeriale di recente approvazione contempla una lista (peraltro non esaustiva) di tutti i lavori in casa senza bisogno di permesso di costruire.

Dalla sua lettura si ricava che un piccolo gazebo e il pergolato non hanno bisogno di permesso di costruire.

Ma procediamo con ordine e vediamo meglio come bisogna comportarsi in tali ipotesi.

 

Pergolati e pergotende: arredi da giardino senza permessi

Il decreto delle Infrastrutture-Semplificazione contiene un vero e proprio «glossario dell’edilizia libera»; il suo scopo è quello di chiarire (e non modificare) quanto già indicato all’interno del Testo Unico sull’edilizia.

La lista ha appena ricevuto l’intesa in Conferenza unificata e non necessita di ulteriori atti di recepimento o adozione da parte di Regioni e Comuni.

Il glossario indica pertanto una serie di casi in cui i Comuni non potranno, da oggi in poi, imporre alcun vincolo o il semplice deposito di comunicazioni o documenti, neanche richiamandosi all’autonomia locale.

«Da noi si fa così» non sarà, insomma, una frase da opporre al cittadino. Il che consentirà al proprietario di agire in autonomia, senza dover chiamare un ingegnere o un architetto e farsi consigliare da loro sulla “pratica burocratica” da seguire.

Del resto già il testo unico sull’edilizia stabilisce che sono eseguibili senza alcun permesso di costruire «le aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici».

La conseguenza, in base alla ricostruzione ufficiale del Governo, è che potranno andare in edilizia libera le opere di installazione, riparazione, sostituzione, rinnovamento relative agli arredi da giardino come ad esempio barbecue in muratura, fontane, muretti, sculture, fioriere, panche fissate al suolo.

Ma non solo.

Saranno in edilizia libera anche i gazebo di limitate dimensioni purché non stabilmente fissati al suolo.

Rientrano nell’edilizia libera e non richiedono il permesso di costruire i giochi per bambini, comprese le relative recinzioni: si pensi alle altalene, agli scivoli e al dondolo che il condominio voglia installare nel proprio cortile, a beneficio dei figli dei proprietari degli appartamenti.

Sono ricompresi nell’edilizia libera infine i pergolati, anche questi di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo; le tende, le tende a pergola, le pergotende, le coperture leggere di arredo; gli elementi divisori verticali non in muratura, anche di tipo ornamentale.

Ed infine non necessitano di autorizzazione comunale i ricoveri per animali domestici e da cortile, le voliere e simili, con relativa recinzione; i ripostigli per attrezzi, i manufatti accessori di limitate dimensioni e non stabilmente infissi al suolo; le sbarre, i separatori, i dissuasori e simili, gli stalli per biciclette; le tende, le tende a pergola, le pergotende, le coperture leggere di arredo; gli elementi divisori verticali non in muratura, anche di tipo ornamentale.

 

Distinzione tra pergolato, gazebo e veranda

Sulla distinzione tra pergolato, gazebo e veranda, il Consiglio di Stato ha chiarito che: «il pergolato costituisce… una struttura realizzata al fine di adornare e ombreggiare giardini o terrazze e consiste, quindi, in un’impalcatura, generalmente di sostegno di piante rampicanti, costituita da due (o più) file di montanti verticali riuniti superiormente da elementi orizzontali posti ad una altezza tale da consentire il passaggio delle persone.

Il pergolato, per sua natura, è quindi una struttura aperta su almeno tre lati e nella parte superiore e normalmente non necessita di titoli abilitativi edilizi.

Quando il pergolato viene coperto, nella parte superiore (anche per una sola porzione) con una struttura non facilmente amovibile (realizzata con qualsiasi materiale), è assoggettata tuttavia alle regole dettate per la realizzazione delle tettoie»; «Il gazebo…, nella sua configurazione tipica, è una struttura leggera, non aderente ad altro immobile, coperta nella parte superiore ed aperta ai lati, realizzata con una struttura portante in ferro battuto, in alluminio o in legno strutturale, talvolta chiuso ai lati da tende facilmente rimuovibili. Spesso il gazebo è utilizzato per l’allestimento di eventi all’aperto, anche sul suolo pubblico, e in questi casi è considerata una struttura temporanea. In altri casi il gazebo è realizzato in modo permanente per la migliore fruibilità di spazi aperti come giardini o ampi terrazzi»; «La veranda, realizzabile su balconi, terrazzi, attici o giardini, è caratterizzata… da ampie superfici vetrate che all’occorrenza si aprono tramite finestre scorrevoli o a libro. Per questo la veranda, dal punto di vista edilizio, determina un aumento della volumetria dell’edificio e una modifica della sua sagoma e necessita quindi del permesso di costruire».